.
14) Eraclito. Il Lgos e il divenire
Eraclito il superbo, Eraclito l'oscuro. Fu superbo pi che alcun
altro e altamente sent di s: cos lo presenta Diogene Laerzio.
Eraclito coglie nelle cose un Lgos che non spiega le
contraddizioni, gli opposti, la lotta, il divenire, standone al di
fuori, ma standone all'interno, perch  esso stesso la legge del
divenire (il famoso pnta re), che si evidenzia nella sua
ciclicit, di cui vita e morte sono entrambe parti essenziali. Per
questo l'immagine pi efficace  quella del fuoco, che  entit,
cosa, e, nello stesso tempo, un indefesso processo di
trasformazione. Eraclito  il filosofo della simbiosi fra Essere
e divenire. Dei suoi scritti - come per quelli degli altri
filosofi di questo periodo - rimane solo una serie di frammenti,
dei quali alcuni di difficile interpretazione.
I frammenti vengono presentati con la numerazione DK; quando
utilizziamo la traduzione di G. Colli lo indichiamo in parentesi
quadra unitamente alla numerazione corrispondente all'ordine da
lui scelto nella pubblicazione dei frammenti di Eraclito

Il Lgos.

Frammenti 22 B 52, 108, 1, 30, 50, 51, 53, 54, 60 DK (fonti
diverse) ((vedi manuale pagine 34-36).


Frammento B 52 (Ippolito, Refutatio contra omnes haereses, nono,
9, 4).

La vita  un fanciullo che gioca, che sposta i pezzi della
scacchiera: reggimento di un fanciullo [traduzione Colli, A 18].

Frammento B 108 (Stobeo, Florilegio, terzo, 1, 74).

Nessuno, fra tutti coloro le cui espressioni ho ascoltato, si 
spinto fino a questo: riconoscere che la sapienza  separata da
tutte le cose [traduzione Colli, A 17].

Frammento B 1 (Sesto Empirico, Contro i matematici, 7, 132).

Di questo lgos che  sempre gli uomini non hanno intelligenza,
sia prima di averlo ascoltato sia subito dopo averlo ascoltato;
bench infatti tutte le cose accadano secondo questo lgos, essi
assomigliano a persone inesperte, pur provandosi in parole e in
opere tali quali sono quelle che io spiego, distinguendo secondo
natura ciascuna cosa e dicendo com'. Ma agli altri uomini rimane
celato ci che fanno da svegli, allo stesso modo che non sono
coscienti di ci che fanno dormendo

Frammento B 30 (Clemente Alessandrino, Stromata, V, 104, 2).

Quest'ordine universale, che  lo stesso per tutti, non lo fece
alcuno tra gli di o tra gli uomini, ma sempre era  e sar fuoco
sempre vivente, che si accende e si spegne secondo giusta misura

Frammento B 50 (Ippolito, Refutatio contra omnes haereses, nono,
9, 1).

Eraclito dunque dice che il tutto  divisibile indivisibile,
generato ingenerato, mortale immortale, eterno lgos, padre
figlio, dio giusto: Ascoltando non me, ma il lgos,  saggio
convenire che tutto  uno

Frammento B 51 (Ippolito, Refutatio contra omnes haereses, nono,
9, 2).

E quanto al fatto che non tutti sanno questo n su questo
convengono, egli lo riprova con queste parole: Non comprendono
come, pur discordando in se stesso,  concorde: armonia
contrastante, come quella dell'arco e della lira

Frammento B 53 (Ippolito, Refutatio contra omnes haereses, nono,
9, 4).

Plemos [la guerra]  padre di tutte le cose, di tutte re; e gli
uni disvela come di e gli altri come uomini, gli uni fa schiavi
gli altri liberi

Frammento B 54 (Ippolito, Refutatio contra omnes haereses, nono,
9, 5).

L'armonia nascosta vale pi di quella che appare

Frammento B 60 (Ippolito, Refutatio contra omnes haereses, nono,
10, 4).

La strada all'in su e all'in gi  una sola e la medesima
[traduzione Colli, A 33].

 (I Presocratici, Laterza, Bari, 1990 4, pagine 194, 202, 208-209
e G. Colli, La sapienza greca, volume terzo,
Adelphi, Milano, 1993, pagine 33, 34, 49)


Il divenire.

Frammenti A 128 Colli, A129 Colli, 22 B 6, 88, 91, 126, A 6 DK
(fonti diverse) (vedi manuale pagina 36-37).


Fr A 128 Colli (Aristotele, Metafisica, 1012a, 25-28).

E il discorso di Eraclito, secondo cui tutte le cose sono e non
sono, pare le che le renda vere tutte quante

Frammento A 129 Colli (Aristotele, Metafisica, 1012a, 24-26).

E' impossibile invero, per chicchessia, essere convinto che la
stessa cosa sia e non sia, proprio come alcuni ritengono che dica
Eraclito

Frammento B 6 (Aristotele, Meteorologica, 355a, 13-14).

Il Sole  giovane ogni giorno [traduzione Colli, A 89].

Frammento B 88 (Plutarco, Consolazione per Apollonio, 10).

E dentro di noi  presente un'identica cosa: vivente e morto, e lo
sveglio e il dormiente, e giovane e vecchio: di fatti queste cose,
una volta rovesciate, sono quelle, e quelle dal canto loro, una
volta rovesciate, sono queste [traduzione Colli, A 115].

Frammento B 91 (Plutarco, Sull'E di Delfi, 18, 392 b).

Nello stesso fiume non  possibile scendere due volte secondo
Eraclito n toccare due volte una sostanza mortale nello stesso
stato. Ma per l'impeto e la velocit del mutamento si allenta e
di nuovo si raccoglie (piuttosto non si dovrebbe dire n di nuovo
n dopo, ma insieme si concentra e si allenta) si avvicina e si
allontana

Frammento B 126 (Tzetze, Scolii all'Esegesi dell'Iliade, I 1,
126).

Le cose fredde si riscaldano, il caldo si raffredda, l'umido si
dissecca, il riarso si inumidisce [traduzione Colli, A108].

Fr A 6 (Platone, Cratilo, 402 a).

Afferma Eraclito in qualche luogo che tutto scorre (pnta chore)
e nulla permane (oudn mnei)

 (I Presocratici, Laterza, Bari, 1990 4, pagina 215 e G. Colli, La
sapienza greca , volume terzo,
Adelphi, Milano, 1993, pagine 89, 101, 105, 119)

